Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

NOCERA UMBRA E GUALDO TADINO
Chiesa di San Francesco in Nocera Umbra
Valfabbrica
Gualdo Tadino
VALFABBRICA

VALFABBRICA



A

on lontano da Nocera Umbra, a nord di Assisi, è Valfabbrica; qui, presso la località detta “Il Pioppo” (più precisamente nel fosso del Rio Grande presso San Niccolò di Campolungo), frate Francesco sarebbe stato ravvoltolato nella neve da alcuni masnadieri, mentre gridava giulivo: « Sono l’araldo del gran Re »; narra Tommaso da Celano: « Vestito di cenci, colui che un tempo si adornava di abiti purpurei, se ne va per una selva, cantando le lodi di Dio in francese Ad un tratto, alcuni manigoldi si precipitano su di lui, domandandogli brutalmente chi sia. L'uomo di Dio risponde impavido e sicuro: «Sono l'araldo del gran Re; vi interessa questo?». Quelli lo percuotono e lo gettano in una fossa piena di neve, dicendo: «Stattene lì, zotico araldo di Dio!». Ma egli, guardandosi attorno e scossasi di dosso la neve, appena i briganti sono spariti balza fuori dalla fossa e, tutto giulivo, riprende a cantare a gran voce, riempiendo il bosco con le lodi al Creatore di tutte le cose » (I Cel., 16).

E sempre a Valfabbrica, stando ad Arnaldo Fortini, nel monastero o Priorato di Santa Maria, sarebbe avvenuto quanto tramandato ancora dal Celanese: « Finalmente (Francesco) arriva ad un monastero, dove rimane parecchi giorni a far da sguattero di cucina. Per vestirsi ha un semplice camiciotto e chiede per cibarsi almeno un po’ di brodo; ma non trovando pietà e neppure qualche vecchio abito, riparte, non per sdegno, ma per ne­cessità, e si porta nella città di Gubbio. Qui da un vecchio amico riceve in dono una povera tonaca. Qualche tempo dopo, divulgandosi ovunque la fama di Francesco, il priore di quel monastero, pentitosi del tratta­mento usatogli, venne a chiedergli perdono, in nome del Signore, per sé e i suoi confratelli » (I Cel., 16).

Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



Property of "Sacred Convent of Assisi".
Management by: DreamNet Ltd